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Modi di dire piemontesi: pianté baraca e buratin

Per comprendere il modo di dire Pianté baraca e buratin occorre tornare indietro di almeno un secolo e anche più. All’epoca non esisteva nè il cinematografo, la radio, nè la televisione e una delle scarse occasioni di svago era l’arrivo nelle piazze dei paesi di suonatori ambulanti, saltimbanchi e burattinai. Questi ultimi si spostavano, di piazza in piazza, per allietare bambini e adulti, attraverso simpatici spettacoli che, in qualche modo, sono sopravvissuti fino ai giorni nostri.

Il burattinaio si nascondeva sotto il palco, infilava le dita nei burattini per animarli e raccontare di avventure e amori traditi o non corrisposti. La sua performance era attesa con impazienza, proprio perché non esistevano altri svaghi. Pare, però, che gli artisti ambulanti fossero abituati ad abbandonare bruscamente baraca e buratin quando il pubblico non apprezzava i loro spettacoli, terminando così la rappresentazione con anticipo.

Allo stesso modo, nella vita di tutti i giorni, può succedere di voler annullare un lavoro, un gioco, un matrimonio senza le dovute cautele, tutelando i sentimenti e le necessità di chi vi è coinvolto. In senso metaforico il detto significa traslocare in maniera frettolosa, ma soprattutto abbandonare un impegno all’improvviso, non rispettando gli accordi presi, lasciando talvolta il prossimo nei guai. Sulla falsariga sono Lassé baraca e buratin (lasciare baracca e burattini) e Aussé baraca e buratin (alzare baracca e burattini) usati soprattutto per indicare un trasloco frettoloso.


Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Univesità popolare di Torino.

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