Personaggi & Interviste

Mercedes Bresso

L’economista ed eurodeputata, che fu alla guida della giunta regionale dal 2005 al 2010, è convinta che il capoluogo non possa lasciarsi sfuggire la possibilità di ospitare nuovamente i Giochi invernali

Onorevole, lei ha vissuto in prima persona i Giochi da presidente della Regione . Cosa pensa di una possibile candidatura di Torino per l’edizione del 2026?

«E’ un’opportunità che non possiamo farci sfuggire. Lo dico forte della consapevolezza dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti. La città e le valli olimpiche grazie ai Giochi del 2006 hanno potuto godere di investimenti che negli anni hanno portato turismo e benefici economici. Dire “no” senza se e senza ma alla possibilità di una nuova avventura olimpica è miope e solamente ideologico. È vero, parlo anche spinta dalle emozioni che i ricordi di quei giorni suscitano, ma lo faccio anche con lucidità e con razionalità. L’avventura olimpica del 2006 ha permesso al territorio piemontese di crescere e di avviare processi di ristrutturazione dei servizi urbani e extraurbani».

Quali ad esempio?

«Partirei dalla metropolitana di Torino, che oggi permette ai torinesi di spostarsi per la città senza rimanere imbottigliati nel traffico e che negli anni ha permesso di limitare l’inquinamento atmosferico. E sappiamo quanto difficile sia la situazione torinese. Ma non solo metropolitana perché abbiamo anche realizzato l’autostrada Torino-Pinerolo, molte infrastrutture necessarie nelle valli e a Torino, rinnovato gli impianti di risalita e le piste, creato le strutture per l’innevamento artificiale e a Torino, tra l’altro, abbiamo edificato edifici per gli studenti universitari, l’Oval e il Pala Isozaki per i grandi eventi, oltre a case ad affitto moderato e tante altre cose».

Lo ritiene dunque un bilancio positivo?
«Sia il bilancio della gestione, sia quello degli investimenti sono stati in attivo. Senza dimenticare che da subito siamo partiti con un grande piano per preparare i volontari che sono stati il grande valore aggiunto per il loro entusiasmo e la loro partecipazione. Abbiamo anche finanziato gli adeguamenti dei locali pubblici e privati per i disabili e finanziato l’apprendimento delle lingue per negozianti e volontari».
Qualcuno però asserisce che l’eredità olimpica in parte sia stata dispersa…
«A costoro non posso rispondere categoricamente che non è vero. In alcuni casi non siamo stati in grado di riconvertire e di conseguenza valorizzare, strutture che sono state edificate per le Olimpiadi, ma proprio per questo l’esperienza dei Giochi olimpici low cost di Toirno 2026 è un’occasione imperdibile. Il Comitato Internazionale Olimpico è consapevole dell’enorme sforzo economico che per una città comporta organizzare i Giochi ed è per questo che ha pensato a una versione sostenibile delle candidature».

Che dire di un possibile asse Torino-Milano?

«Metto le mani avanti: credo che non si possa chiudere neppure a un’edizione dei Giochi olimpici del 2026 organizzati in collaborazione con  il capoluogo lombardo. Io non sono per il tutto o niente. L’esperienza del 2006 è riuscita anche grazie al coinvolgimento dei cittadini di Torino e delle valli nel progetto. L’entusiasmo collettivo è oggi quello che manca a questa amministrazione , il gusto della sfida e del lavoro ben fatto. L’atteggiamento del Comune di Torino fa pensare che credano che meno si fa meglio è. Così le Olimpiadi non si vincono ma soprattutto non si fanno. Le Olimpiadi invernali porterebbero investimenti, turismo, visibilità e internazionalizzazione. Siamo veramente convinti che questa possa essere un’occasione da snobbare?»

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