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Magda Olivero, la cantante lirica piemontese che rivaleggiava con la Callas

Magda Olivero (all’anagrafe Maria Maddalena) è stata uno fra i più celebri e talentuosi soprani italiani, interprete di opere di grandi compositori veristi,  ma anche di personaggi femminili di opere liriche moderne e contemporanee. Dotata di una tecnica del fiato esemplare, Magda Olivero ha saputo conservare, e addirittura perfezionare nel tempo, per tutta la sua lunghissima carriera, le proprie straordinarie qualità vocali.  Una voce sensuale, con una pronuncia chiarissima, e di grande versatilità di timbro e di colore,  adattabile di volta in volta alle diverse esigenze sceniche ed espressive.

La Olivero, nata a Saluzzo nel  1910 e scomparsa a Milano nel 2014 all’età di 104 anni, svolge l’intero percorso di formazione musicale (pianoforte, armonia e composizione) al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, per poi proseguire gli studi di bel canto, sempre nel capoluogo piemontese, con il maestro Luigi Gerussi, direttore della Scuola per solisti dell’EIAR.  Il debutto radiofonico della Olivero avviene nel 1932. Quello teatrale ha invece luogo nel mese di ottobre del 1933, al Teatro Vittorio Emanuele, ancora a Torino, interpretando Lauretta nel Gianni Schicchi di Puccini. Poi, inizia ad esibirsi nei teatri di tutta Italia, interpretando vari personaggi del repertorio pucciniano e di autori naturalisti, ma anche del Faust di Gounod (Gilda, Violetta, Margherita) e della Manon di Massenet. La Olivero non manca inoltre di cimentarsi in numerose produzioni italiane contemporanee, con musiche di autori come Mario Barbieri (1888-1968), Felice Lattuada ed altri ancora. Dopo i successi riscossi nel corso degli anni Trenta, la sua carriera s’interrompe bruscamente nel 1941, anno in cui la cantante convola a nozze con l’industriale Aldo Busch, limitandosi, negli anni del dopoguerra, ad una limitata attività concertistica.

L’interruzione dell’attività artistica dura dieci anni; poi, nel febbraio del 1951, la Olivero torna a calcare le scene dei teatri lirici di Brescia e di Trieste, accettando l’invito a tornare ad interpretare Adriana Lecouvreur, ruolo che la rilancia sui palcoscenici italiani ed internazionali, facendone il principale tra i suoi cavalli di battaglia. Nel decennio 1960-1970, la Olivero è protagonista di numerose tournée di successo sia in Italia, sia all’estero (Europa, Egitto, Stati Uniti e America Latina) ma quasi mai in teatri di grido, come ad esempio la Royal Opera House di Londra o l’Opéra di Parigi. Alla Scala, nel corso della sua lunga carriera, Magda Olivero si esibisce complessivamente solo in una ventina di spettacoli in tutto. Non è, per lei, importante il “teatro”, ma la “voce”,  il “canto”. La Olivero privilegia soprattutto i classici personaggi femminili del repertorio pucciniano e verista, ma ricopre volentieri anche i ruoli femminili delle opere novecentesche e contemporanee (come ad esempio i personaggi di Gian Francesco Malipiero, Gian Carlo Menotti, Ottorino Respighi e Nino Rota).

Nel 1967, alla Olivero viene proposto di debuttare al Teatro dell’Opera di Dallas (lo stesso in cui Maria Callas aveva ottenuto uno strepitoso successo, spopolando al fianco di Jon Vickers e Teresa Berganza, per la bacchetta di Rescigno), con la Medea di Luigi Cherubini. Così si esprime, il giorno successivo alla prima del talentuoso soprano piemontese, John Ardoin esperto musicale del “Dallas Morning News”: «Magda Olivero ha dato una personalissima impronta a questo ruolo… Magda Olivero è davvero la più grande attrice-cantante dei nostri giorni». Nel 1968, la Olivero si esibisce, sempre nel ruolo di Medea, anche al Music Hall Theater di Kansas City. Nel capoluogo texano, sempre nel 1968, la Olivero ricompare come Fedora; nel 1970 come Giorgetta, e nel 1974, come Tosca.

La sua tournée Negli Stati Uniti prosegue in diverse località della costa atlantica. Nel 1971, a New York, alla Philharmonic Hall, interpretò alcune arie di Puccini e Cilea. Nel 1975, all’età di sessantacinque anni, viene ingaggiata dal Metropolitan Opera House di New York (il MET) per sostenere la parte di Tosca in sostituzione di Birgit Nilsson, che ha dato forfait: sono soltanto tre rappresentazioni, ma di altissimo livello, e salutate da interminabili ed estasiate ovazioni da parte del pubblico in sala. La cantante, sempre negli USA, si produce ancora all’Opera di San Francisco, nelle stagioni 1978-1979 e 1979-1980.

In un’intervista del 1976, quando la Olivero è all’apice del successo, il critico musicale Bruno Baudissone le chiede: «Non le è mai capitato di sentirsi “diva”?» Lei gli risponde così: «No, per carità: “io sono l’umile ancella”… Una volta, in un’opera con molti personaggi, vidi arrivare un dirigente del teatro, tutto sbigottito, il quale mi disse che c’erano pochi camerini e che gli altri cantanti protestavano per avere i più belli. Io gli risposi: “Guardi, metta un tavolino in corridoio, perché io canto con la voce, non con il camerino”.»

Il ritiro dai palcoscenici lirici avviene nel 1981, con La voce umana di Poulenc, al Teatro Filarmonico di Verona, ma le sue esibizioni concertistiche in pubblico si protraggono di fatto fino ai primi Anni Novanta. Nel 1993, indice ancora, a Milano, una selezione di Adriana Lecouvreur. Nel 1996, interpreta il monologo di Adriana Lecouvreur nel film Opera Fanatic, di Jan Schmidt-Garre. Nell’aprile 2009, a novantanove anni compiuti, nella grande sala di Palazzo Cusani di Milano, Magda Olivero intona il brano “Paolo, datemi pace”, dalla Francesca da Rimini di Zandonai, facendo letteralmente andare in visibilio il pubblico presente. Nel 2010, in occasione del suo centesimo compleanno, la Olivero viene festeggiata al Teatro Regio di Torino. Successivamente, sempre ben lucida e ferma, è intervistata da Canale 5 e da Rai 3.

Magda Olivero si spegne a Milano l’8 settembre 2014, all’età di centoquattro anni; le sue spoglie vengono sepolte nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano. La Città di Saluzzo, che a Magda Olivero ha dato i natali, le ha intitolato un Teatro.

Per ascoltare Magda Olivero al suo debutto al MET, in Vissi d’arte, nel 1975 cliccare  QUI.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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