Madonna del Pilone e il miracolo della bambina salvata dalle acque del Po

TORINO.  Nella precollina torinese esiste un quartiere il cui nome, pur essendo stato preso in prestito dall’omonima chiesa in corso Casale 195, rimanda a una storia lontana nel tempo, e che riguarda una bambina.

Il borgo, conosciuto come Madonna del Pilone, ospitava un mulino, detto delle catene, dal 1474, uno dei numerosi presenti sui corsi d’acqua della pianura italiana dove passavano fiumi, tra cui il Po, e si trattava di un mulino natante, cioè galleggiante, per la macinazione, chiamato tradizionalmente mulino delle catene.

Si dice che un giorno di aprile una bambina di 11 anni, figlia di un calzolaio, cadde nel fiume verso cui si era diretta con un sacco di farina da far macinare. Le ruote del mulino avrebbero potuto stritolarla, ma la leggenda narra che la madre, sentendo le urla della figlia, s’inginocchiò disperata davanti al pilone votivo, costruito accanto al mulino e dedicato all’Annunciazione della Vergine, con l’immagine della Madonna e dell’Angelo rivolta verso il fiume Po. La donna chiese l’intervento della Vergine Maria. Dal cielo, quindi, scese una luce che, illuminando il punto dove la piccola stava annegando, permise ad alcuni uomini di raggiungerla con una barca e salvarla. Si sparse immediatamente la voce del miracolo e dopo gli accertamenti di rito si approvò il miracolo e si eresse, nel 1645, una chiesa che divenne parrocchia il 2 marzo 1807.

Del miracolo si riconoscono le tracce in un affresco, un ex-voto, che si trova sopra la porta d’ingresso della chiesa voluta anche da Cristina di Francia e dal cardinale Maurizio di Savoia. La costruzione inglobò il pilone votivo nell’altare maggiore. A pianta centrale, l’edificio di corso casale è coperto da una cupola ottagona inserita in un alto tiburio e riporta gli affreschi di Bartolomeo Guidobono. Venne ampliata nel 1779, mentre otto anni dopo fu costruito anche il campanile.  A partire dal 1817 ripetuti rifacimenti hanno trasformato l’interno, ora ad una sola navata con due cappelle laterali. Della primitiva decorazione si conservano gli stucchi, di Giovanni Andrea Casella, e gli affreschi della cupola.

Il quartiere Madonna del Pilone, in passato boschivo e selvaggio, oggi caratterizzato da edifici in stile Liberty, resta indissolubilmente legato a questa antica storia. Inoltre, fin dai primi istanti di costituzione del santuario della Madonna del Pilone si scelse come data di festeggiamento il 29 aprile, giorno in cui avvenne il primo miracolo, che non fu l’unico operato per intercessione della Madonna, detta anche “Madonna dei miracoli”.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.