Lo scrittore Marco Gregoretti “svela” i suoi taccuini al rifugio Ciao Pais

SAUZE D’OULX. Viva? Morta? Femme fatale? Agente segreto? La storia di Moana Pozzi è il paradigma dell’intrigo. Del mistero. Ho cominciato a occuparmi di lei dai primi anni Novanta, a Panorama. E da allora non ho mai smesso: giornale dopo giornale, tv dopo tv, blog dopo blog, ho investigato sulla pornostar di cui sin sono perse le tracce dal 15 settembre 1994, quando aveva 33 anni e dall’ospedale di Lione Hotel de Dieu fu dichiarata morta. Non poteva che essere dedicato a lei il primo dei tre incontri con il pubblico, in alta quota, al rifugio Ciao Pais di Sauze d’Oulx. Sabato 11, domenica 12 e lunedì 13 agosto, alle ore 17,30, seguendo un’idea che è venuta insieme a Giusy e a Mirko, i generosi titolari del Ciao Pais che hanno messo a disposizione gratuitamente gli spazi del rifugio, cercherò di offrire scampoli dei miei taccuini, fedeli alleati per 40 anni.

Mi piace pensare che il mio lavoro sia utile, che fornisca qualche spunto per capire il mondo che ci circonda, dove siamo immersi anche noi. Un mondo al quale giustamente chiediamo risposte. Per esempio sull’ideale filo rosso che lega le morti di chi ha dato tutto se stesso sul campo, tema del secondo incontro, domenica 12 agosto. Il 20 marzo 1994 a Mogadiscio mentre si trovavano a bordo di un fuoristrada, l’inviata del tg 3 Ilaria Alpi e il suo operatore di ripresa Miran Horvatin, vennero uccisi. Non ho mai smesso di cercare di capire perché e da chi. Si stavano occupando di traffici di ogni genere: armi, organi, esseri umani, rifiuti tossici e, forse, radioattivi. E degli stupri e delle torture che Ilaria Alpi stava cercando di documentare.

Anche Giulio Regeni (in foto) è stato ucciso sul campo e il suo corpo ritrovato martoriato al Cairo il 3 febbraio 2016. Nel mio blog ho raccontato, con le rivelazioni di una fonte molto ben documentata, che Regeni si trovava in Egitto nell’ambito di una operazione di intelligence dei nostri servizi segreti. La notizia fu ripresa da molti media, non solo italiani. E io ebbi qualche problemuccio da affrontare…

Lunedì 13 agosto chiudiamo con i fuochi d’artificio della bella provincia italiana. Quante, davvero tante, le goderecce storie di tradimenti, di corna insomma, ho appuntato nei miei quadernetti! Personaggi dello sport, dello spettacolo, della politica e della finanza, certo. Ma anche gente comune in grado di elaborare escamotage creativi e fantasiosi per non essere beccati. Nella tragedia e nella commedia, insomma, tutto e bene quel che finisce bene. Tra le lenzuola degli italiani. E qualche volta in tribunale. O nelle microspie degli investigatori privati.

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