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Le tome di Fontanacervo e il riso di Crova sulle tavole degli americani

Un importante contratto di esportazione d’un formaggio piemontese di qualità è stato recentemente firmato da un’azienda agricola-alimentare di Villastellone (To) con un buyer statunitense. Nell’accordo, anche i risi d’eccellenza prodotti dalla cascina Oschiena di Crova (Vc)

Proprio in un periodo tra i più neri per quanto riguarda l’economia della nostra regione, quello della pandemia da Covid, e in un contesto internazionale non certo favorevole alla stipula di accordi e allo sviluppo di scambi commerciali, una dinamica e intraprendente azienda agroalimentare di Villastellone (Torino), la Cascina Fontanacervo, produttrice di latte, yogurt e formaggi di alta qualità (grazie anche alla collaborazione con la Camera di Commercio che ne ha facilitato i contatti) è stata selezionata nell’ambito del progetto “Savor Piemonte”, un paniere di prodotti piemontesi di alta qualità, destinato ai segmenti più esigenti del mercato americano. 

I buyers statunitensi, inviati in Piemonte da Carrie Blakeman, della Rogers Collection, hanno – a suo tempo ‒ fatto visita alla Cascina Fontanacervo di Villastellone, sede dell’azienda agricola di cui è titolare Giovanni Crivello.

Simpatia, concretezza, certo, ma anche molta professionalità e fierezza nelle sue parole. Così Giovanni Crivello ha commentato la recente firma dell’importante contratto: “Il mercato americano è ancora tutto da scoprire. È davvero gratificante che ci abbiano scelti: le tome di Fontanacervo sono gli unici formaggi piemontesi ad essere stati inseriti nel loro catalogo. Questo, per noi, è solo un primo passo prestigioso e importante: siamo convinti che i nostri orizzonti potranno espandersi ulteriormente, non solo con gli attuali buyers americani, ma anche in seguito ad altri fortunati incontri nel mondo”.

Gli americani sono rimasti folgorati dall’eccellenza dei prodotti caseari e dall’efficienza delle tecniche di produzione utilizzate, atte a garantirne una qualità da gourmet, nel rispetto ‒ al tempo stesso ‒ degli antichi processi tradizionali, ma anche delle più moderne normative igieniche e di conservazione. Il prodotto su cui mesi fa i buyers avevano messo gli occhi, o meglio, con cui si erano deliziati le papille gustative, è stato in particolare la “Toma di Fontanacervo”, un formaggio dal sapore unico, gustoso e pastoso, adattissimo non solo ad essere consumato come formaggio da portata, ma anche rivelatosi ideale per vari impieghi in cucina, e capace di sviluppare la fantasia e la creatività culinaria di tanti chef a molte stelle.

Non c’è da stupirsi di questo successo: “Qui coltiviamo i campi, mungiamo le mucche e facciamo latte, yogurt e formaggi di cascina – precisa Giovanni Crivello – e per fare i nostri prodotti partiamo dai semi. Coltiviamo i campi intorno alla cascina, ci armiamo di pazienza e… aspettiamo che l’erba cresca”.

È doveroso ricordare che, oltre al Fontanacervo di Villastellone, nel catalogo americano sono entrati anche alcuni prodotti della Cascina Oschiena, un’azienda di Crova (Vercelli) specializzata nella produzione di riso di alta qualità. Anche qui, la stessa filosofia, lo stesso impegno, la stessa passione: “Nella Cascina Oschiena, coltiviamo il riso nel segno della tradizione, mantenendo integre e qualitativamente elevate le proprietà del cereale”.

Anche il riso di qualità della Cascina Oschiena è entrato nel catalogo americano

Onore dunque al Piemonte e all’intraprendenza di queste nuove generazioni di imprenditori agricoli del Terzo millennio, eredi di una passione e di una tenacia centenaria, che ha le sue radici affondate nella storia.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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