Le tipiche patate piatline della Valle Grana sono a rischio estinzione

Prodotto tipico piemontese in virtù delle sue “metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura che risultano consolidate nel tempo e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni“, le patate Piatline sono uno dei prodotti più antichi della media-bassa Valle Grana, non indegne di essere rappresentative delle grandezze gastronomiche della nostra Regione al pari del forse più famoso Castelmagno, con cui condivide la zona di produzione. Coltivate da tempi immemori all’interno del territorio, la patata piatlina si presenta agli occhi del degustatore come un tubero leggermente schiacciato, caratteristica da cui prende il nome, avvolto da una buccia color paglierino e con una polpa interna consistente e dal color biancastro.

Prodotto antico e fortemente legato al territorio, le piatline sono oggi una varietà a rischio di estinzione, questo a causa dell’autoriproduzione industriale del seme ed alla violenta diffusione di un virus che ne ha fortemente minato la produzione; proprio per scongiurarne l’abbandono, per le varietà caratteristiche della Val Grana, tra le quali spiccano la piatlina e la cirda, è stato istituito nel 2011 “l’Associazione per la Tutela, la Promozione e la Valorizzazione dell’antica patata piatlina e della patata ciarda della Valle Grana”, con sede a Monterosso Grana. Inserite anche nel progetto “Arca del Gusto” della fondazione Slow Food, le patate piatline sono protagoniste di innumerevoli ricette e possono essere cucinate praticamente in qualsiasi forma: fritta, in purè, nella minestra, o come ingrediente base per la preparazione di gnocchi. Insomma: il sapore e la versatilità di questo ingrediente vi sorprenderanno sempre.

Tra le ricette tipiche della Valle Grana che vedono come protagonista questo peculiare tubero, due sono sicuramente indispensabili citare: la tipica “tourto mato” (torta matta), e il “bodi en balo e aioli”.

Qui sotto, una delle tante versioni della “torta matta”, per provare anche voi a sperimentare in cucina con questo ingrediente nostrano.

Ingredienti per 4 persone

  • 8 piatline medie
  • 4 porri medi
  • 80 g di Nostrale stagionato grattugiato
  • 100 g di riso
  • 250 g di di zucca
  • 200 ml di panna fresca
  • 100 g di burro
  • rosmarino, salvia, erba di San Pietro
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • noce moscata q.b.

Preparazione

Il primo passo nella preparazione della nostra “torta matta” parte, com’è ovvio, dalla pulizia delle nostre piatline: laviamo e mettiamo a bollire le patate, intere e rigorosamente con la buccia, fino a quando non diventeranno morbide e facilmente schiacciabili con una forchetta!

Nel frattempo, sbucciamo la zucca, tagliamola a cubetti e mettiamola in una padella a cuocere a fuoco basso, condita con una noce di burro e un rametto di salvia. Non dimentichiamoci di salare il tutto. Fatto questo, passiamo alla lavorazione dei porri: dopo averli puliti del “foglio” più esterno, ed aver eliminato la cima verde, mettiamoli a stufare con un quadratino di burro. Ci serviranno tra poco.

Bene, dopo aver lessato e scolato il riso, è tempo di ritornare alle nostre piatline. Muniti di schiaccia-patate (o di una più comune forchetta), riduciamole in polpa e raccogliamo il prodotto in una ciotola dai bordi alti. Uniamo i porri precedentemente stufati e ridotti in rondelle, metà della panna, l’erba di San Pietro, sale, pepe, noce moscata ed un’ultima noce di burro e lavoriamo il tutto a mano fino ad ottenere un composto “omogeneo”.

In un una teglia da forno in ceramica, precedentemente rivestita di carta da forno, assembleremo la nostra tourto mato: livellando bene con un coltello, disponiamo un primo strato di metà composto di patate e porri, per procedere poi con uno strato successivo di riso bollito bagnato con la panna. Aggiungiamo quindi uno strato fatto con la zucca precedentemente cotta e copriamo il tutto con un ultimo strato di piatline e porri. Infine, spolveriamo la superficie della nostra torta con formaggio Nostrale grattugiato.

La torta matta è pronta per essere cotta: inforniamola in forno preriscaldato statico a 180° per circa 50 minuti, o almeno fino a quando non vedremo formarsi sulla superficie la tipica crosticina dorata. Serviamola ai nostri ospiti ancora calda, magari accompagnata da un buon calice di barbera d’Asti.

Mirco Spadaro

Classe '98, rivolese di nascita, frequenta il corso di Lettere Antiche a Torino, sotto il simbolo della città. Tra viaggi e libri, è innamorato della tecnologia e della scrittura e cerca, tra articoli e post su siti e giornali online, di congiungere queste due passioni, ora nella sua "carriera" come scrittore, ora con il "popolo di internet".

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