La toelettatura di cani e gatti, cosa c’è da sapere per un manto pulito e ordinato

TORINO. Sono moltissimi i padroni che sottopongono il proprio amico a 4 zampe alla rasatura del pelo, chi per una questione estetica o chi nei periodi più caldi per farli rinfrescare di più. Le intenzioni sono, ovviamente, sempre le migliori; ma il dubbio sorge spontaneo: “La toelettatura per il cane è, effettivamente, una pratica corretta?” È importante sapere che la toelettatura non risulta sempre la pratica più adatta (o consigliabile a tutti i cani); infatti, il pelo del cane rappresenta una protezione per l’animale: è considerato un vero e proprio regolatore termico naturale, che consente all’organismo di proteggersi sia dal caldo che dal freddo eccessivo. Lasciare il manto allo stato naturale rende meno probabile che i cani si raffreddino per una corrente d’aria o che prendano un colpo di calore. Tuttavia, vi sono alcune circostanze in cui la rasatura è necessaria: ad esempio in cui è presente una patologia della pelle che deve essere curata, oppure qualora si siano formati nodi di pelo dolorosi ed ingestibili. Un altro motivo per cui sembrerebbe importante non rasare il pelo dei cani, seppur il problema si porrebbe ugualmente, è il fattore delle zecche (ed affini): perché questo, in seguito alla tosatura, darebbe un accesso più facilmente raggiungibile sulla pelle dell’animale e per i parassiti rappresenterebbe un invito a nozze. Comunque, se da un lato sarebbe sconsigliato sottoporre l’animale alla rasatura del pelo, dall’altro è importante curargli il manto, quindi è bene pulirlo e spazzolarlo regolarmente per evitare un pelo incolto.

Al contrario del cane, il gatto è famoso per essere un animale agile, indipendente ed autonomo, questo vale anche nella propria pulizia; ma il padrone può occuparsi anche di lui, per agevolarlo. Come risaputo, la lingua del gatto è ruvida e questo gli permette di pulirsi “leccandosi” e portando così via lo sporco e la polvere. Ma non solo, nella sua saliva sono presenti degli enzimi (come il lisozima) con proprietà antibatteriche. Il padrone può comunque occuparsi di lui mantenendolo, per quanto possibile, pulito e ordinato; l’ideale sarebbe di spazzolare il gatto frequentemente, in base anche alla lunghezza del suo pelo (può andare da una volta al giorno fino ad una sola volta a settimana). Questo aiuterebbe anche ad evitare di farglielo ingerire durante il suo rituale di pulizia. Tenendo inoltre presente che il pelo non rimosso diventa un fastidioso intruso in casa. Molti hanno il timore di bagnare il proprio gatto, ma è bene sapere che è solo una questione di abitudine; in quanto, in natura, i felini non hanno il terrore dell’acqua. In questo caso, il gatto può essere lavato una volta al mese d’estate e meno d’inverno. Oppure, se non ama l’acqua, si può fare ricorrere ad uno shampoo secco.

In ogni caso, è sempre bene chiarire ogni dubbio e parlarne con il proprio medico veterinario di fiducia.

Valeria Glaray

Laureata in Servizio Sociale ed iscritta alla sezione B dell’Albo degli Assistenti Sociali della Regione Piemonte. Ha un particolare interesse per gli argomenti relativi alla psicologia motivazionale e per le pratiche terapeutiche di medicina complementare ed alternativa. Amante degli animali e della natura.