La Repubblica partigiana dell’Ossola celebra domani il 74° anniversario

DOMODOSSOLA. Domani si celebra il 74° anniversario della Repubblica partigiana dell’Ossola, quella che molti storici hanno definito “un’importante esperienza di autogoverno” che nel settembre ed ottobre del 1944 vide, dopo la cacciata dei nazi-fascisti, nascere il primo esempio di democrazia in una Italia del Nord ancora sotto il dominio tedesco. La manifestazione vedrà la sfilata con in testa il Gonfalone della città decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare e la cerimonia al monumento dedicato alla Resistenza Ossolana di piazza Matteotti.
Ieri, invece, l’Amministrazione comunale della città ha consegnato il premio Repubblica dell’Ossola a Mauro Begozzi, per 40 anni direttore dell’Istituto storico della resistenza di Novara “Piero Fornara”. Una cerimonia che ha coinvolto gli studenti delle scuole medie: al teatro Galletti hanno proposto letture e brani suonati dagli alunni del corso musicale.

L’esperimento di autogoverno della “Repubblica delll’Ossola” ebbe luogo sul territorio delle vallate ossolane e della Cannobina liberate dalle forze partigiane che vi operavano. Tale rilevante episodio si inserisce nelle più complesse vicende della Resistenza in Ossola, una lotta di liberazione iniziata subito dopo l’armistizio dell’ 8 settembre 1943, con la formazione delle prime bande partigiane composte da vecchi antifascisti e militari sbandati, che iniziarono a contrastare le unità tedesche di occupazione a cui, dopo la costituzione della Repubblica Sociale Italiana si aggiunsero quelle fasciste. Tra le vicende di spicco della storia partigiana dell’Ossola, è da citare l’insurrezione di Villadossola dell’8 novembre 1943, una delle prime sollevazioni popolari in Italia e subito duramente soffocata dai nazifascisti, con l’uso anche di aerei. Dopo il mese di maggio del 1944, salirono in montagna numerosi giovani che non avevano risposto ai bandi della neonata Repubblica Sociale Italiana, rafforzando numericamente le forze di liberazione.

Contro le formazioni partigiane, sempre più attive in una zona strategica come quella dell’Ossola, prossima al confine svizzero ed attraversata anche dalla ferrovia internazionale del Sempione, vennero lanciati attacchi e rastrellamenti, anche imponenti, come quello che dal 10 giugno 1944 e sino a fine mese interessò la Val Grande – oggi Parco nazionale – con obiettivo principale l’eliminazione della Divisione “Valdossola”. Il rastrellamento culminò nell’uccisione di molti partigiani. La Resistenza ossolana ricominciò ben presto a premere contro il nemico arrivando, il 9 settembre 1944, a liberare anche Domodossola, centro principale della zona, dove si stabilì la Giunta Provvisoria di Governo. Dalla vicina Confederazione elvetica arrivarono in Ossola numerosi fuoriusciti antifascisti italiani, alcuni dei quali nel dopoguerra divennero poi membri dell’Assemblea costituente.

La definitiva liberazione dell’Ossola, nel corso della quale venne anche salvato da sicura distruzione il tunnel del Sempione, distruggendo l’esplosivo già portato a Varzo, ebbe luogo il 24 aprile del 1945, ad opera delle unità partigiane rimaste in zona dopo la rioccupazione dell’autunno precedente o rientrate dalla Svizzera ed il contestuale ritiro verso sud dei reparti tedeschi e della RSI, che per raggiungere Novara, dove si arresero, si congiunsero con la colonna Stamm partita dal Lago Maggiore. Nel 1945 venne concessa alla Valle dell’Ossola ed assegnata al Gonfalone della città di Domodossola, una Medaglia d’Oro al Valor Militare.