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La Denominazione comunale d’origine al “Pane del Re”

Buttigliera Alta celebra lo storico legame con Casa Savoia assegnando la prima De.c.o. a quello che Manuela Massola ha ribattezzato un “pane da meditazione”

BUTTIGLIERA ALTA. Si chiama Pane del Re ed è la prima Denominazione comunale d’origine (De.c.o.) assegnata dal comune di Buttigliera Alta (To) a una produzione tipica del territorio che, come recita il disciplinare, ne valorizza le tradizioni e la storia, strettamente intrecciata con le vicende di casa Savoia. L’idea è nata dalla passione per la storia di Buttigliera Alta da parte di Manuela Massola, conduttrice del web-site Il filo della memoria, e l’Amministrazione Comunale ha voluto darne ufficialità attraverso il conferimento del marchio De.c.o.

Il “Pane del Re” deriva da un pane essenziale, ma molto nutriente, ideato dai cuochi di corte di re Carlo Alberto, su indicazione dello stesso sovrano, allo scopo di procurare ai soldati sabaudi, impegnati in estenuanti campagne militari, “una base alimentare semplice da trasportare, ma capace di fornire un maggiore apporto calorico”.

Un “pane da meditazione” lo definisce Manuela Massola, a base di farina integrale, noci e acciughe, sapientemente amalgamati tra loro, la cui produzione è stata affidata a Marco Giaccone, fondatore del panificio “Pane Madre®” aperto nel 2014 nel comune valsusino, che ha reinterpretato l’antica ricetta tramandata oralmente dando forma al primo prodotto certificato buttiglierese. Il pane, già utilizzato in diverse occasioni nel corso della celebrazione di eventi storici, si presenta gustoso ed energetico, da assaporare da soli, lasciandosi trasportare dalle suggestioni storiche, o in compagnia, ideale accompagnamento di aperitivi.

Il progetto intende celebrare, attraverso il riconoscimento ufficiale di questa specialità alimentare, lo stretto legame che da secoli unisce Buttigliera Alta a Casa Savoia, di cui si trova evidenza negli archivi di famiglia dei Carron di San Tommaso, originari del Bugey e del Rossillon, poi trasferiti a Chambéry e infine in Piemonte, dove nel 1619 acquistarono il feudo di Buttigliera.  

I Carron di San Tommaso si distinsero nella carriera politica e rivestirono importanti incarichi alla corte sabauda, ricoprendo in particolare sino alla metà del Settecento la prestigiosa carica di Segretario di Stato. La Villa San Tommaso di Buttigliera, detta anche Villa delle Rose, dimora estiva dei Carron di San Tommaso, proprietari a Torino dello sfarzoso palazzo oggi sede del Consiglio Regionale del Piemonte, impropriamente noto come palazzo Lascaris, ospitò nella prima metà dell’Ottocento le visite di cortesia compiute dalla famiglia reale sabauda desiderosa di concedersi momenti di svago e di pausa dall’etichetta di corte, tra scampagnate all’aperto, passeggiate nei boschi e battute di caccia.

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