La cultura che paga: l’Art Bonus per le biblioteche civiche torinesi

TORINO. Si basa sul concetto che il patrimonio artistico-culturale vive anche dentro di ogni singola persona il progetto Art Bonus, che mira a conservare i beni culturali del Bel Paese, preservandone l’identità, quella che identifica appunto gli italiani, e garantendo la perpetuazione di una risorsa cruciale il cui destino è anche nelle mani dei cittadini.

Le biblioteche civiche torinesi lanciano così un appello: «Vogliamo incrementare il patrimonio delle nostre biblioteche per rispondere alla crescente domanda di cultura della cittadinanza. I nostri temi: storia sportiva, identità di genere, infanzia e inclusione delle fasce deboli, cultura del viaggio, Più opportunità di lettura per tutti. I nostri progetti: acquisto di nuovi libri di narrativa scelti fra le novità editoriali da destinare ad attività di promozione della lettura; acquisizione di testi relativi a tematiche di identità di genere; restauro del giornale sportivo “Tuttosport”; acquisto, traduzione e riproduzione di libri speciali, in simboli con il linguaggio Caa (comunicazione aumentativa e alternativa), destinati a fasce di pubblico con particolari esigenze di lettura (bambini autistici, stranieri); acquisto di materiale librario e multimediale sulla letteratura di viaggio e il turismo».

Le “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” sono una legge del 2014, in base alla quale il governo ha introdotto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo. Chi le effettua, come previsto dalla legge, può godere di importanti benefici fiscali, in quanto consente un credito d’imposta pari al 65% dell’importo donato.

Negli anni sono stati numerosi i “mecenati” sensibili a preservare la ricchezza del patrimonio culturale italiano, e, nel 2018, 1445 di essi in Piemonte, tra aziende e privati, hanno provveduto in tal senso, così che ne hanno beneficiato teatri, chiese, biblioteche, musei, santuari, fondazioni, edifici storici del territorio. Tra questi, ad esempio, il Museo Egizio, per la cui rifunzionalizzazione nel 2016 sono state ricevute erogazioni liberali per un valore di 3.598.823,61 euro.

Gli interventi previsti dall’Art Bonus riguardano: manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica quali musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al Decreto Legislativo 22/01/2004 n. 42 , delle fondazioni lirico-sinfoniche, dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione; realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

La legge 22 novembre 2017, n. 175 “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia”, meglio conosciuta come Codice dello Spettacolo, in vigore dal 27 novembre 2017, all’art. 5, comma 1, allarga poi ad altri soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo la possibilità di ricevere il sostegno di privati attraverso erogazioni liberali che danno sempre diritto al mecenate di usufruire del credito d’imposta Art Bonus.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.