Il Toro vince ma continua ad essere contestato: dov’è finito il cuore granata?

TORINO. Mai cosi in basso! Nonostante i risultati sportivi siano in questo ultimo periodo positivi e la classifica, ad oggi, ci sorrida con un ottimo ottavo posto, nonostante l’evidente incapacità tecnica del nostro allenatore che non è ancora riuscito a dare un gioco a questo gruppo, il Toro sta vivendo uno dei peggiori momenti della sua storia. La fortuna oggi è dalla nostra parte e di certo con tutto il credito che abbiamo messo da parte negli ultimi 40 anni non possiamo che esserne tutti contenti ma la tifoseria è spaccata e divisa in tre grandi tranche.

Quelli che hanno tra i 18 e i 30 anni che non hanno alcun metro di paragone oltre alla gestione Cairo, quelli tra i 30 e 60 anni per lo più schierati contro questa società ed infine gli oltre 60enni che vivono dei ricordi del 75/76 e ai quali di queste ultime beghe non gliene frega nulla a prescindere. Aggiungerei per ultimo la categoria dei “fuori porta”, i tifosi che vivono lontano da Torino e che ovviamente non conoscono tanti aspetti “quotidiani” se non per averli letti (spesso fuorvianti) sui giornali o sui social.

C’è chi contesta Cairo, chi Mazzarri ed alcuni persino i giocatori segno evidente di uno stato di malessere generale tra la tifoseria granata. La colpa però non può e non deve essere attribuita ai tifosi del Toro, ad oggi uniche vittime di quanto sta accadendo, creato e voluto ad arte da 15 anni di gestione societaria. Zero progetti di crescita, Filadelfia al palo, mancanza di una sede sociale (due camere in affitto in centro non sono una sede), Robaldo non pervenuto, settore giovanile allo sbando, 1 derby vinto e 2 partecipazioni all’Europa League non conquistate sul campo. Direi che già basterebbe tutto questo perché i tifosi granata abbiano tutto il diritto di contestare, se volete ci aggiungo anche il Filadelfia sempre chiuso (grazie ai toni di Mazzarri nei confronti di chi aveva osato rivolgergli parola), Chiellini citato sempre da WM come fulgido esempio di giocatore per finire poi con l’episodio più grave, l’agguato ai TH in curva primavera con “l’esperimento sociale” tra Torino (denunciante) e Questura mirato a daspare l’unico tifo organizzato schierato contro l’attuale dirigenza.

Il tecnico Mazzarri è da tempo nel mirino dei contestatori

Il Toro vince e la gente fischia e/o contesta, sembrerebbe un assurdo ma non dimentichiamoci che ci sono palcoscenici, quelli definiti di palato fino, che inveiscono contro i propri idoli già al secondo passaggio sbagliato. Direi quindi che qui di pazienza ne abbiamo avuta tanta, sin troppa, vedendo (troppo spesso) dei cadaveri passeggiare per il campo manco fossimo in un film di Zombies. Cairo pensava che le vittorie avrebbero mascherato il “marcio” e quando ha capito che cosi non era ha schierato subito le uniche due “portaerei” degne di credibilità, Sirigu e Belotti (WM è chiamato il piagnina e quindi non era più credibile) pronti a recitare a memoria il teatrino del presidente che in questo modo si è pure messo da parte le scusanti se a fine stagione dovessero essere venduti, ovviamente per colpa dei tifosi ingrati che fischiandoli li hanno fatti scappare via.

Con tutta la stima e il rispetto per questi due campioni che stanno reggendo da soli il peso di tutta una stagione a mio avviso non avrebbero dovuto prestarsi alla recita scolastica perché le colpe non sono loro. In altri tempi (altri uomini) non lo avrebbero mai fatto. Qualche nome a caso? Ferrante, Bianchi, Pasquale Bruno o Policano avrebbero difeso i propri tifosi anziché rimproverarli di averli fischiati e di farli giocare in un clima astioso, ribadisco clima non creato dai tifosi. Forse dimenticano tutti che sono pagati in un anno quanto una persona normale (forse) guadagna in una vita e che vige sempre la legge del “pago e pretendo” a cui aggiungo e fischio se e quando mi pare. Con la ciliegina sulla torta delle lamentele sul campo di patate in cui giochiamo dimenticando che la manutenzione del terreno di gioco è per contratto della società. Massima stima e rispetto per le parole di Berenguer che invece è andato contro corrente dicendo che “i tifosi hanno tutti i diritti a fischiarci, siamo noi che dobbiamo lavorare per far cambiare loro idea”.

Chi pensa che la contestazione sia contro la squadra non ha proprio capito nulla. Nessuno tifa contro e nessuno spera che si perda. Non vogliamo però una società che si schiera contro i propri tifosi, che crea “agguati”, che finanzia la curva Sebastopoli per farla tacere. Possiamo digerire tutto, anche di vincere il prossimo derby tra 50 anni, ma non di vivere in una dittatura mascherata dallo scudetto del bilancio. I nodi prima o poi vengono tutti al pettine, dal fondo Blackstone alle parentele e cuginanze con chi gioca a Venaria.

Fabrizio Gerolla

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