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Il Barolo regge l’urto del coronavirus e va verso il rilancio online

I mesi di lockdown hanno creato una grave crisi anche nel mercato del vino italiano, che è rimasto a galla grazie ad alcuni marchi top come il Barolo e che cerca di ripartire dalle vendite online.

Da inizio giugno riaprono i castelli delle Langhe, tra cui in particolare il castello di Grinzane Cavour, simbolo dei bucolici paesaggi riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Alla ripartenza post emergenza Covid-19 pensano già da tempo anche le cantine del Barolo, che stanno creando una nuova formula per l’accoglienza degli appassionati di vino, puntando forte sul fatto che le Langhe in generale rappresentano la meta ideale pero coloro cercano un luogo tranquillo, in cui riprendere il contatto perduto con la natura ma anche con tradizione, storia e la nostra ricca offerta enogastronomica.

Il lockdown ha messo a dura prova tutto il settore enologico italiano, in particolare per il blocco totale di vendite verso il canale ho.re.ca. (hotel, ristoranti, bar, enoteche). Coldiretti stima che oggi 4 cantine su 10 siano in crisi di liquidità, necessaria in questa fase in cui c’è bisogno di investire per potersi prendere cura delle vigne e prepararsi alla prossima vendemmia. Fino a maggio la contrazione degli ordini di bottiglie di vino ha raggiunto un picco del 75%, con giacenze in cantina superiori anche ai 100 ettolitri ed una perdita proiettata in circa 300.000 euro per ogni azienda del settore per questo 2020.

Coloro che hanno sofferto meno sono stati i grandi vini italiani ed i grandi marchi, come il Barolo, ma anche Brunello di Montalcino ed i vari Supertuscan. Questo perché il mercato del collezionismo non si ferma, come confermato dai dati della piattaforma Liv-Ex che segnala come nelle ultime settimane tra i 5 vini che hanno mosso più fatturato al mondo vi siano proprio alcune bottiglie particolarmente pregiate di Barolo e Brunello.

In altri casi, i produttori in crisi hanno cercato nuovi sbocchi, affidandosi a piattaforme di e-commerce ed enoteche online specializzate e selezionate come Svino, e contribuendo dunque ad allargare sempre di più la loro offerta spingendola verso questo settore, che era già in costante crescita negli anni scorsi ed ora rappresenta una delle grandi speranze per la ripresa economica. Alcuni dati mostrano come il volume di vendite di vino online sia triplicato durante il lockdown per cui si prevede che sempre più cantine si appoggeranno all’e-commerce per ripartire, diversificare ed aprirsi a nuovi mercati.

La forza di un vino nobile come il Barolo, elaborato con le migliori uve del vitigno Nebbiolo e considerato il top dell’enologia italiana e del mondo intero, sta nel fatto che in un periodo di incertezza come questo i consumatori di ogni livello vanno alla ricerca di garanzia, di grandi classici ed alta qualità, tutti elementi che caratterizzano il vino Barolo, come affermato recentemente da Gianni Gagliardo, presidente dell’Accademia del Barolo.

La ripartenza riguarda anche la vendita dell’eccellenza enologica italiana attraverso le aste, come la classica vendita di Casa d’Aste Pandolfini che è stata confermata per il 17 e il 18 giugno e che proporrà alcuni vini Barolo ambiti dai collezionisti come la magnum di Barolo Monfortino Riserva Giacomo Conterno del 1999 ed il Barolo Falletto Riserva Etichetta Rossa 1996, il cui valore è stimato in qualche migliaia di euro.

Anche in tempo di coronavirus il vino (meglio se rosso) fa buon sangue e continua a essere considerato un toccasana sia per il fisico che per la mente, e ha aiutato molti a combattere l’ansia provocata dalla pandemia e dalla quarantena forzata, per cui niente di meglio di un buon bicchiere di Barolo per godersi la libertà ritrovata.

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