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“Hollywood sul Po” al Salone per omaggiare il regista Romolo Guerrieri

TORINO. ​L’Associazione Piemonte Movie presenta la nuova iniziativa editoriale Movie Tellers, una serie di narrazioni cinematografiche che, partendo dagli innumerevoli spunti che la nostra regione offre sull’arte, cercheranno di comprenderne il presente, intuirne il futuro e rilanciare quello spirito che ha reso Torino, una delle capitali mondiali del cinema, una Hollywood sul Po.
Nella Sala Avorio del Lingotto alle 16.30 sarà presentato il volume “Un uomo, una città. Il commissario di Torino”, curato da Alessandro Rota. Nel 1973 veniva pubblicato il romanzo “Il commissario di Torino” di Riccardo Marcato e Piero Novelli, mentre l’anno seguente usciva nelle sale il film che ad esso s’ispirava, “Un uomo una città”, del regista Romolo Guerrieri, un affresco della Torino di quegli anni vista con gli occhi di un commissario e di un giornalista.
In serata alle 20.30 al Cinema Massimo di Torino sarà proiettato il film “Un uomo, una città”, ispirato al romanzo “Il commissario di Torino”, introdotto da Romolo Guerrieri.

Nella primavera del 1974 Torino diventa un set a cielo aperto, che mostra innumerevoli lati, alcuni dei quali ormai rimasti solo nei film, dalla fabbrica simbolo, la ex Fiat Grandi Motori in via Damiano, alla Galleria Subalpina e il Teatro Regio, il Parco del Valentino e i Murazzi, e le eleganti piazze cittadine.
“Un uomo una città” è la storia di una città, Torino, vista attraverso gli occhi di un commissario, interpretato da Enrico Maria Salerno, e, al suo fianco, Françoise Fabian e Luciano Salce, torinesi per l’occasione, oltre al torinese doc Gipo Farassino, che apre il film con un dialogo folgorante, rigorosamente con accento napoletano.
La storia è incentrata sul commissario Michele Parrino, che si trova a dirigere la squadra mobile di Torino. Qui incontra il suo vecchio amico Paolo Ferrero, giornalista di cronaca. Il commissario affronta i problemi della città (la droga, la prostituzione, la violenza, i contrasti con la societaà-bene) con lo strumento imposto dal suo ruolo, il codice, che si oppone spesso alla sua grande umanità.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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