Emigrazione piemontese, la memoria e le testimonianze raccolte in un museo

FROSSASCO. Il tema non potrebbe essere più attuale. Tocca un’umanità che lascia il proprio Paese, diversa da quella odierna. Parliamo della nostra Storia, quella degli italiani, in particolare degli emigrati, perché  sembra che il più grande esodo della Storia moderna sia stato quello degli italiani. Argentina, Australia, Brasile, Canada, Usa, Europa: dal 1861 sono state registrate più di 24 milioni di partenze verso queste destinazioni.

La migrazione all’estero ha interessato tutte le regioni italiane, e tra il 1876 e il 1900 prevalentemente quelle settentrionali tra cui anche il Piemonte con il 12,5% di gente che lasciava la propria casa e, spesso, la famiglia.

Esiste un luogo che non ha dimenticato questi fatti. Si trova a Frossasco, in provincia di Torino, il Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo, sorto nel 2006 in una sede, in piazza Donatori di Sangue 1, adibita appositamente per tale scopo con il concorso del Comune di Frossasco,  dell’Associazione dei  Piemontesi nel Mondo, della Regione Piemonte, grazie anche al sostegno di diversi Enti pubblici e privati.

Inizialmente si è studiato il fenomeno dell’emigrazione, passando poi allo studio e all’analisi dei flussi migratori verso il Piemonte. È importante favorire la  promozione della conoscenza delle masse migratorie piemontesi, attraverso il ritrovamento e la conservazione di  testimonianze, cercando di coinvolgere i cittadini, ma anche organizzando iniziative utili in tal senso.

All’interno di questa struttura museale è possibile, quindi, visitare diverse sale che ricordano i momenti dell’emigrazione, quali la partenza, il viaggio, l’arrivo, la casa, il lavoro, i protagonisti, la corrispondenza, forse uno dei capitoli più struggenti del fenomeno, con i familiari rimasti in Italia. «Ben vengano esperienze culturali di questo tipo, a testimoniare quanto comune sia la storia degli uomini. E poco importa da dove vengano, sicuramente tutti cercano Speranza per il loro Futuro», ha lasciato scritto una coppia di visitatori.

Gli obiettivi del Museo sono molteplici, come contribuire alla costruzione di una rete nazionale dei vari musei regionali dell’emigrazione; promuovere attività editoriali inerenti alle migrazioni piemontesi, con particolare riferimento all’edizione de “I Quaderni del Museo”; reperire e conservare testimonianze documentarie, fotografiche e d’ambientazione; promuovere convegni, mostre, seminari e didattica museale sulle tematiche citate; incrementare la ricerca scientifica sui temi di interesse del Museo, anche attraverso l’assegnazione di borse di studio e di ricerca.

Tra le numerose iniziative museali, sabato 4 agosto scorso è stata inaugrata la mostra “Ciao Italia! Un siècle d’immigration et de culture italienne en France”, visitabile fino a settembre 2018.  Allestita nella primavera del 2017 presso il Musée de l’Histoire de l’Immigration di Parigi, l’esposizione è la prima nel suo genere a riflettere sul contributo dato dall’immigrazione italiana alla costruzione dello Stato francese moderno. I temi trattati riflettono sulla religione, la stampa, l’educazione, l’arte, la musica e il cinema, lo sport e la gastronomia, mostrando gli italiani, operai, minatori, muratori, agricoltori, artigiani, commercianti o imprenditori, che “hanno fatto la Francia”, con un omaggio ai più grandi quali Yves Montand, Serge Reggiani, Lino Ventura, o le famiglie Bugatti e Ponticelli.

Frossasco sarà la prima realtà italiana a ospitare l’esposizione, che in seguito raggiungerà diverse altre tappe, grazie alla collaborazione e al lavoro dell’Institut français d’Italie. La mostra sarà arricchita con oggetti prestati dall’Ecomuseo della Pastorizia, dall’Ecomuseo del Castelmagno e dalla Società di Mutuo Soccorso di Valdieri.

 

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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