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Dolci assaggi nelle gelaterie torinesi: la Cremeria Miretti

Iniziamo oggi il tour delle più note imprese artigianali del gelato per onorare la tradizione di questo dolce prodotto nel capoluogo piemontese

Tra i vari primati che Torino detiene, e che nessuno potrà mai sottrarle, c’è la tradizione e la fama ultracentenaria delle sue gelaterie artigianali. La qualità d’eccellenza delle materie prime e il contesto raffinato di tanti locali in cui i gelati torinesi vengono serviti, costituiscono sicuramente un valore aggiunto che ne aumentano l’appeal e ne fanno una ghiottoneria di raffinata dolcezza, apprezzata anche dagli stranieri.

Non è un caso se proprio a Torino si sono affermati, oltre a decine di maestri artigianali gestori di gelaterie con annesso laboratorio, anche alcuni grandi industriali dell’arte gelatiera,  che hanno ottenuto notorietà nazionale e persino internazionale: basti pensare agli indimenticati gelati Chiavacci, o a quelli firmati Sanson. Torinesissimi sono pure i gelati Pepino, sciolti o confezionati.  E non ci si deve certo meravigliare se proprio nella capitale subalpina è nata la catena delle gelaterie Grom, che puntano su un gelato di assoluta qualità, con l’impiego di materie prime selezionate, e che da anni sono ormai presenti anche in molti paesi stranieri. La geniale idea di Grom ha dato l’abbrivio alla creazione di altre catene di gelaterie, che ne hanno seguito l’esempio: come le gelaterie Marchetti, le gelaterie Venchi, La Romana, ma anche le gelaterie Fiorio, ed altri ancora.  Tante gelaterie, tutte contraddistinte da una stessa insegna e caratterizzate dallo stesso family look, vale a dire dalla stessa architettura d’interni, ma soprattutto impegnate a proporre un prodotto che, ovunque venga realizzato, resti fedele alla ricetta originale, ed in ogni punto di vendita abbia lo stesso sapore ed aspetto organolettico.

La Gelateria Miretti: storia, tradizione e innovazione

La Gelateria Miretti è in corso Matteotti 5 a Torino

Il gelato “torinese” è dunque un gelato d’eccellenza, e quando si tratta di eccellenza, diventa davvero difficile stilare delle graduatorie tra i vari maestri gelatai, per incoronare il migliore gelato della città, a meno che ci si lasci condizionare dai gusti individuali o da altri giudizi personali e quindi non obiettivi. Per questo ce ne asteniamo. Detto questo, dobbiamo riconoscere che tra le gelaterie più gettonate (e premiate) della città c’è sicuramente la Gelateria Miretti. Chi tra i cinefili torinesi, prima o dopo aver assistito ad un film alla Multisala Reposi, non ha mai fatto un salto nella Gelateria di corso Matteotti 5, per gustarsi un gelato al cono, oppure servito nella coppetta, oppure non si è mai seduto nell’antistante dehors per deliziarsi con una gustosissima coppa di gelato alla crema?

La Gelateria Miretti nasce a Torino nel lontano 1981, quando Ezio Miretti volle creare a Torino un locale di classe che si distinguesse per una caffetteria di qualità ed una pasticceria di eccellenza, e che si facesse notare per i suoi ricercati tramezzini e panini farciti, nonché per i ricchi aperitivi, con una vasta selezione di vini pregiati. Ma la vera passione di Ezio Miretti era sempre stata la produzione del gelato, con uno scrupolo e una cura particolare nella scelta delle materie prime, tutte di massima qualità, e puntando su una produzione quotidiana che ne garantisse la costante freschezza.  Nel 1986 Miretti decide di aprire un locale ad lbiza. Nello storico locale di Corso Matteotti entrano così i nuovi soci: Leonardo La Porta (presidente del Gruppo Gelatieri dell’Ascom di Torino) e T. Meggiolaro.

Leonardo La Porta di fronte al locale

I due nuovi titolari credono fin da subito nelle potenzialità di un gelato di eccellenza e  di qualità superiore: effettuano così forti investimenti in macchinari d’avanguardia per la produzione dei gelati,  insistendo nell’accurata e maniacale selezione delle migliori materie prime esistenti sul mercato. Da quarant’anni in qua, la strada percorsa da Miretti rimane costantemente orientata in direzione di un continuo miglioramento delle caratteristiche nutrizionali e organolettiche del gelato, dei suoi ingredienti, sperimentando nuovi gusti, per assecondare le nuove tendenze di mercato, ma sempre nel rigoroso rispetto delle tecniche basiche della tradizione artigianale dei maestri gelatai.

Miretti non è solo rinomato per il gelato al cioccolato gianduia o per il classico fior di panna, ma anche per la sua incomparabile crema all’arancia. Tra le ultime novità, il gusto dama bianca con cioccolato bianco, il crème caramel ed il fior di mandorla. Tra i gusti ultimi nati, il sorbetto al cioccolato nero, e soprattutto (un vero must per i tifosi bianconeri) il “CR7”, dedicato a Cristiano Ronaldo, il fuoriclasse portoghese più noto di tutti i tempi.

Il nuovo gusto dedicato a CR7: è tassativamente in bianco e nero

Ho avuto occasione di intervistare il maestro gelataio Leonardo La Porta, titolare della Gelateria Miretti, e sono rimasto impressionato dalla passione per il suo mestiere, che traspare dalle sue parole, e dal rigore che dimostra nel rispettare le regole tradizionali dei grandi maestri gelatieri produttori di un gelato di assoluta qualità.  Vista la sua innata simpatia, che fa coppia con la sua alta professionalità, mi sono permesso di chiedergli se pensa, per par condicio nei confronti dei tifosi granata, di lanciare presto sul mercato anche un buon gelato al gusto “Belotti”. Mi ha risposto con un sorriso criptico, ma io ne ho colto un significato affermativo. Chissà.

Il gelato Miretti è stato in più occasioni premiato tra i Maestri del Gusto come miglior gelato dell’anno, e in tutte le competizioni nazionali in cui è stato presentato, si è ovunque distinto come uno tra i migliori gelati tradizionali italiani.  In veste di imparziale consumatore di gelati, non posso che condividere questi lusinghieri giudizi. Sulle pagine di questa testata, abbiamo già avuto occasione di parlare della Cremeria Ghigo e della Gelateria Pepino. Le prossime tappe del nostro tour prevedono una visita alle Gelaterie Fiorio, La Romana, e Marchetti. Chi ci ama, ci segua.

Sergio Donna

Torinese di Borgo San Paolo, è laureato in Economia e Commercio. Presidente dell’Associazione Monginevro Cultura, è autore di romanzi, saggi e poesie, in lingua italiana e piemontese. L’ultimo suo romanzo, "Lo scudetto revocato” è ispirato al presunto illecito sportivo che portò alla revoca del primo scudetto conquistato sul campo dal FC Torino. Come piemontesista, Sergio Donna cura da tempo le edizioni annuali di “Armanach Piemontèis - Stòrie d’antan”.

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