Personaggi

Nati il 27 gennaio: Valerio Massimo Bona, industriale tessile originario di Sordevolo (Bi)

Valerio Massimo Bona nasce a Sordevolo (Bi) il 27 gennaio 1851 da Lorenzo, un modesto capo-cardatore morto nel 1864, e da Carlotta Pugno. Dopo la formazione professionale presso la Scuola di Arti e Mestieri di Biella si impiega nel lanificio Vercellone di Sordevolo; passa in seguito nel lanificio di Maurizio Sella a Biella in sostituzione del fratello Basilio Bona, e ne diviene ben presto direttore. Dal 1879 al 1887 dirige con i fratelli Basilio, Eugenio e Giovanni Battista il Lanificio di Caselle, rilevato dai Laclaire. Con il fratello più giovane Eugenio (1854-1913) fonda infine nel 1889 la ditta “Valerio ed Eugenio Fratelli Bona”, con sede a Carignano (Torino), sul sito dell’ex convento delle monache clarisse.

Dopo vari tentativi da parte di altri industriali di utilizzare l’area, resa libera dalla soppressione degli ordini religiosi avvenuta nel 1866, i Bona acquisiscono il 9 luglio 1889 dai fratelli Colongo-Borgnana, lanieri di Valle Mosso, uno stabilimento già in parte impiantato, e lo trasformano negli anni in un opificio di rilevanza nazionale nella produzione di pannilana di qualità (tessuti fini e finissimi di pura lana, filati cardati, pettinati e semi pettinati). Nel 1891 la ditta occupa 450 operai, con 1680 fusi, 83 telai meccanici e 10 telai Jacquard. Nel 1896 i Bona acquisirono dai De Albertis la Filatura di Lana Pettinata di Voltri (specializzata in filati per drapperia, maglieria, calzetteria e scialleria).

Molto attento alle problematiche organizzative e sociali legate allo sviluppo dell’industria, applica a Caselle e poi a Carignano avanzate iniziative di carattere progressista ed innovativo. Del 1882 è un “Progetto di associazione (tra i lanaioli italiani) tendente alla specializzazione dei prodotti, alla divisione del lavoro, all’esportazione e conseguentemente alla possibilità di vincere l’estera concorrenza”, in cui propone tra i rimedi alla condizione di inferiorità delle manifatture italiane una maggiore organizzazione scientifica del processo produttivo, una maggiore specializzazione, l’istruzione degli operai e forme di associazione fra industriali.

Sposato con Federica Cassinis, Valerio Massimo vuole che i due figli maschi, Lorenzo Valerio  e Gaspare, siano instradati alla direzione della ditta di famiglia, con una adeguata educazione e soggiorni di lavoro all’estero. Lorenzo

Valerio Massimo muore a Carignano (To) l’11 settembre 1898, lasciando l’azienda nelle mani del fratello Eugenio, affiancato dal collaboratore Lorenzo Delleani, esperto campionista e poi, dopo la morte di Eugenio nel 1913, dirigente e socio. Lorenzo Valerio nel 1940 farà pubblicare, a cura del suo amico letterato Ettore Cozzani, per i tipi dell’Eroica, un volume di memorie e scritti del padre.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio