ANDREA DI GIA’, IN ARTE DREW KOMPASS

L’artista di oggi porta, nella sua rinascita esistenziale, un bel messaggio di speranza alle nuove generazioni e lo fa testimoniando che la vita dà sempre una seconda possibilità; ci tende sempre una mano per rialzarci per trovare la via, la luce  e comprendere che meritiamo il meglio in questo cammino. E solo noi possiamo far sì che le nostre paure si trasformino in energie  positive e i nostri sogni possano così spiccare il volo.

L’artista di oggi mi dà a pensare a quanto una passione possa salvarti  la vita! Quando intorno a te nulla ha più  un senso, quando corpo, mente, anima  e cuore sono in declino e tu vedi che tutto ti spinge nell’oscurità, una passione può fare la differenza.  Può portarci  a vedere un piccolo spiraglio, un sorriso che si accende improvviso e l’anima che trema, il cuore che batte e ancora e ti ricorda  che  sei  vivo! Sei ancora qui! Ed è tempo, il tuo tempo, di volare alto verso la vita che ti aspetta. Ed è proprio così che ha fatto Andrea di Gia’, in arte Drew Kompass,  ventottenne artista di Venaria Reale, il quale  ha preso in mano ciò che rimaneva della sua vita e si è amato. Ha deciso di rimettersi in gioco e oggi, quando la sua anima trema di gioia,  Andrea canta, regalandoci emozioni, riflessioni e la testimonianza che la vita ha sempre un nuovo meraviglioso inizio se ci si crede. Nei suoi testi comunica pensieri, vissuti, stati d’animo e una forte ribellione al sistema;  porta  la sua grande voglia di unicità e di rivalsa contro i demoni del passato.  L’energia che sprigiona dona alla sua musica vitalità, grinta e speranza, evidenziandone così la sua grandissima passione.

Andrea, parto subito col chiederti:  la musica è stata  per te  la mano tesa verso la tua rinascita. Vuoi raccontare ai nostri lettori, quando hai compreso che questa era la tua strada?

Sì, la musica è una conseguenza della ribellione della mia anima. Era da tempo che non ascoltavo più il mio pensiero, più profondo e più vero, ma un giorno qualcosa dentro di me ha iniziato ad urlare, sempre più forte, ero io, la parte reale che voleva essere ascoltata. Sono stato talmente ammirato da ciò che mi disse quella voce e dalla forza che mi ha dato che non ho potuto fare nient’ altro che portarne la testimonianza all’esterno; non facendo nient’ altro che scrivere sotto dettatura di quella forza.

Oggi, sovente,  la musica ha un uso puramente commerciale: la necessità di trasmettere un messaggio diviene secondaria. L’importante è scalare le classifiche di vendita.  Quanta importanza dai al messaggio nei tuoi brani? 

Non cerco tecniche per farmi piacere dal pubblico medio, indagando sulle tendenze del momento, bensì ascolto semplicemente quella parte che non ha né tempo, né moda, lasciando che essa guidi la mia penna sul foglio.

Durante il tuo percorso artistico hai avuto modo di collaborare con  altri validi artisti. Come sono nate queste collaborazioni e cosa ti hanno lasciato?

Durante il mio percorso, ho collaborato con vari artisti, quasi tutti capitati, secondo me, per un motivo ben preciso: alcuni per una mia crescita altri invece, purtroppo per cercare di distruggere quel canale che collega la mia mente al mio spirito; cercando d’impormi ciò che avrei dovuto dire, secondo loro, per raggiungere il successo. Ad esempio parlare di argomenti affini al rap, come droga e delinquenza. Ma visto che il mio “io” viaggia al contrario di tutto questo, non ho potuto fare altro che allontanarli e proseguire da solo. Mentre le collaborazioni femminili appartengono a fidanzamenti con ragazze nel settore musicale, le quali per una serie di coincidenze sono state per l’appunto anche le mie compagne tranne una. Ho collaborato anche con Tzo, rapper e amico caro, con il quale abbiamo attraversato un percorso  di crescita nell’ arte di strada.

Bussola. Così hai sintetizzato il tuo nome d’arte.  Hai una bussola speciale che ti indica la rotta in questo cammino. Vuoi parlarcene…

Sì, la mia bussola è per l’ appunto la mia anima, la quale mi ha salvato e sussurrato segreti, aprendomi gli occhi sulle strade affini realmente a me, incendiandomi di coraggio per qualsiasi salto che, lei, con folle e amabile certezza sa essere giusto.

Nei tuoi testi si evidenzia  grande speranza.  Un linguaggio giovane fresco, il tuo,  ma nel contempo ricco di valori che oggi sembrano sempre meno nelle nuove generazioni; eppur tu li racconti, li traduci ai giovanissimi, parli la loro stessa lingua spingendoli a creder in  loro stessi, spronandoli alla luce.  Il dolore trasforma l’essere umano a volte lo abbruttisce a volte, come nel tuo caso, crea energie belle; crea il dono di sé agli altri. Quanto è importante che l’arte rimanga dono e non solamente un trampolino per valorizzare se stessi?

Ho scelto il rap, e anche qualche altro genere come contenitore, per bloccare, in una sorta d’incisione nel tempo, le parole che mi salvano e che spontaneamente emergono in me. Dapprima avverto un urlo dentro di me e poi faccio da eco ad esso; ci sono emozioni che giudico eterne, senza tempo e, a mio parere, meritevoli di essere bloccate in un eterno: “Adesso”

Oltre ad essere un valido rapper e compositore ti diletti anche nella scrittura:  “La differenza dal vedere al guardare” è la tua opera inedita di prossima pubblicazione.  Due parole su questa tua nuova sfida.

Sì, ciò che dico nei miei testi a volte esige un contenitore diverso, così ho scelto il  libro, perché mi sembra il contenitore più adatto per poter raccontare una storia, la cui composizione è differente da una canzone, ma utile per completare, in unico mosaico il mio pensiero le mie emozioni. Così è nato la differenza tra il vedere e il guardare a breve disponibile con la Ctl Editore di Livorno.

Di cosa parla ?

Parla di Gabriele un ragazzo come tanti, un cammino di sacrifici e poca fiducia nel futuro e in se stesso.  Una visione al quanto pessimistica lo condurrà ad un’ esistenza altalenante tra stati di pura estasi dovuti allo sballo all’eccesso a momenti di pura apatia.  Tutto questo fino che la vita gli mostrerà ciò che fino adesso i suo i occhi non avevano ancora visto… un incidente, la morte vicina, un incontro porteranno Gabriele a rincorrere la propria felicità e a vedere tutto sotto un’altra luce. Un anima illuminata giungerà all’ epilogo di questa narrazione,  dove l’amore e la voglia di guardare diversamente la propria vita saranno indiscussi protagonisti.

Se dovessi dare un consiglio ad un ragazzo che sta passando un brutto periodo quale sarebbe?  

Il consiglio che potrei  dare: è  di ascoltare  la propria  anima,come feci io, è proprio lei  che mi dettò: “La differenza tra vedere e guardare”  e mi consigliò come uscire dall’ inferno in cui ero caduto; portando alla luce il mio interno. Direi, anche, di ascoltare le proprie passioni e ritornare nel punto, in cui si era prima che il male prendesse il sopravvento; così da chiedersi: cosa realmente vogliano realizzare e ricordarsi che la  vita ci appartiene. Una volta che ho iniziato a fare ciò che volevo, ho squarciato l’ inferno, addentrandomi in una dimensione nella quale si può solo piangere di gioia e non essere mai sazi di vivere

 Andrea  descriviti  in una sola parola, quale e perché?

La parola con la quale mi descrivo è “Adesso” perché Dio mi ha fatto un dono grande, mettendomi in contatto con me, mi ha dato la possibilità di mettermi in contatto con ogni cosa ed ogni secondo, per me, ha la stessa intensità e lo stesso valore guardare un fiore, tanto quanto nella realizzazione di un progetto o di un sogno, questo per me è il più grande dono che Dio potesse farmi Non aspetto un grande evento per gioire o per divertirmi, riesco a gioire.

Tra i tanti brani che hai composto, qual è quello  a cui  sei più legato e perché?   

Sono legato a quasi tutti i brani che ho composto, perché ognuno di essi rappresenta un pezzetto dell’Universo che ho dentro, ho creato qualcosa che s’incatena, come particolari di un quadro o capitoli di un libro.

Parlaci del tuo nuovo disco…

Il nuovo disco, in collaborazione con tzo, porta il nome “Crepa” per via del messaggio che v è al suo interno. “Un fiore per quanto fragile possa essere troverà un modo per sfondare il cemento” questo passaggio vuole rappresentare l’anima che viene in superficie per imporre le sue leggi e i suoi piani combattendo e distruggendo qualsiasi strato voglia soffocarne le intenzioni.

Progetti futuri?

Nei miei progetti futuri c’è un nuovo disco, si chiamerà “Adesso” ed è in via di lavorazione, insieme ci sarà anche il mio primo libro “La differenza tra vedere e guardare” a breve disponibile con la Ctl Editore di Livorno.

Per concludere, quanto è importante nella tua vita il sogno?

Il sogno è una delle cose più importanti, nella nostra vita. perchè ci obbliga a compiere i passi verso le nostre destinazioni. Il sogno, a mio parere, altro non è che una cometa da seguire, la quale la si può vedere nell’attimo in cui chiediamo all’anima di mostrarci la differenza tra vedere e guardare.

 

Andrea di Gia’  può essere seguito sul suo Canale You tube: https://www.youtube.com/channel/UCmDOH5NQU88mW-YGET1hdgQ

Monica Pasero

Monica Pasero

Scrittrice e blogger, vive a Dronero in provincia di Cuneo. Ha all'attivo undici pubblicazioni tra narrativa e poetica. È stata curatrice di diverse pubblicazioni ed ha collaborato con i suoi testi a cataloghi d’arte. Autrice anche di libri per ragazzi, tiene lezioni nelle scuole secondarie sull’importanza del sogno e della memoria storica. Sue prefazioni si trovano in diversi libri e antologie.

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