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Alle sorgenti del Po alla scoperta delle opere del maestro Graziano Rey

CRISSOLO. Dal 3 agosto al Rifugio Pian della Regina si terrà l’estemporanea di pittura tra dicotomie e notturni di Graziano Rey dal titolo Alle sorgenti del Po. La mostra è curata da Roberta Genre, che con la sua famiglia gestisce con passione il rifugio sul Monviso dal 1955. Saranno raccolte opere  dell’artista piemontese che, proprio nel 2017 con il patrocinio della Banca Generali, ha iniziato un progetto che nel 2017 lo ha portato nel percorso della Biennale a Venezia, in seguito a Palermo e Vicenza quindi nell’aprile di quest’anno a Torino. Da giugno a settembre le sue opere si possono ammirare a Roma,  mentre nel prossimo autunno saranno in mostra anche a Milano.

Nato nel 1953, Graziano Rey, vive e opera a Torre Pellice (To). Non è difficile riconoscere nella sua pittura le caratteristiche di uno studio antropologico durato anni. Dopo aver vissuto nella società dei mass media nel suo interno, come protagonista, ricordiamo che ha scritto molte sigle televisive, ha vinto il Premio Rino Gaetano e il Viareggio è stato molte volte è stato ospite del Maurizio Costanzo. Ha vissuto per un anno alle isole Tonga, compiendo quello che gli antropologi chiamano “osservazione partecipante”.  Non a caso, il suo lavoro è l’espressione di una sintesi di segni e significati archetipi, appartenenti a tutta l’umanità sin dai suoi albori. Allontanatosi progressivamente dal mondo fittizio dell’apparenza, incomincia a riprendere in mano un suo amore primigenio, la pittura persuaso dal fatto che solo questa semplicità di strumenti e tecniche possano metabolizzare la quantità delle esperienze a cui è andato incontro. Argomenti che vuole comunicare avendone assimilato i principi come verità filosofica.

Indubbiamente, le opera di Rey sono quelle di un artista eclettico, estremamente sensibile che elabora opere informali di elevato impatto visivo. I lavori sono eseguiti sotto l’egida dell’istinto geniale, segni geometrici che prendono vita come fossero note musicali all’interno di un pentagramma. Le tecniche del dripping, del grattage, del frottage e del calco utilizzate da Rey sono quelle prestate al surrealismo che prevedono la commutazioni di immagini in segni. Superfici pittoriche tormentate, percorsi da segni pastosi e graffiati,incisi,intersecati, vorticosi contrastanti, per esprimere il disagio e l’inquietudine di un mondo e di un’esistenza in perenne stato di precarietà.

La mostra si potrà visitare sino al 15 agosto. Per informazioni telefonare allo 0175.94907 o scrivere una mail a rifugiopiandellaregina@gmail.com.

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