Eventi, Sport & Tempo LiberoPiemonteTop News

Con il FAI alla scoperta del patrimonio storico il 23 e 24 marzo

TORINO. Ogni   anno,   dal 1993,   il   primo   weekend   di   Primavera   i   volontari   del   FAI (Fondo Ambiente Italiano)  organizzano una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Una grande festa dei beni culturali aperta a tutti e alla quale in 26 anni di storia hanno partecipato più di 10 milioni di Italiani che  hanno avuto l’opportunità di visitare oltre 12.000 luoghi solitamente chiusi al pubblico in più di 5.000 città di tutta Italia. Le Giornate FAI di primavera sono programmate per sabato 23 e domenica 24 marzo.

Un evento che mette il patrimonio culturale al centro dell’attenzione degli italiani, come occasione di incontro tra generazioni, diventando al contempo una riscoperta dell’impegno civile di ognuno di noi, perché partecipare alle Giornate FAI di Primavera significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d’arte e natura: a fronte di ogni visita effettuata i nostri volontari chiedono un contributo facoltativo – a partire da 2, 3 o 5 euro a sostegno di quella missione in cui il FAI si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese. Il sostegno, poi, può essere reso ancora più iscrivendosi al FAI in tutti i luoghi aperti durante l’evento: in questo modo si potrà entrare in alcune aperture esclusive e avrai diritto all’accesso prioritario in tutti i luoghi aperti.

Ogni regione ha i propri appuntamenti, ogni località le sue sorprese e anche quest’anno il catalogo delle aperture è molto vario e ricco di proposte sorprendenti. Su www.giornatefai.it si trova l’elenco completo in cui trovare anche gli oltre 110 fra i luoghi aperti dalle delegazioni del Piemonte e della Valle d’Aosta, fra cui spicca la Palazzina Marone Cinzano, sede del Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, sontuosa dimora appartenuta ad una delle più facoltose famiglie della nobiltà piemontese che coniuga il gusto tardorinascimentale e barocco italiano con spunti di gusto francese, in un piacevole insieme di architettura eclettica.

Articoli correlati

Back to top button
Close
Close