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2 gennaio 1960: muore il Campionissimo Fausto Coppi

TORTONA. Oggi, a 60 anni dalla sua scomparsa, il mondo del ciclismo si ferma per ricordare uno dei suoi figli prediletti: Fausto Coppi. Il Campionissimo, morto il 2 gennaio 1960, a causa della malaria contratta in Africa. Per questo anniversario importante ci saranno mostre e celebrazioni che copriranno l’intero 2020, con iniziative interessanti che ripercorreranno la vita dell’atleta.

Si parte da Castellania stamane con la solenne messa e la consegna dei premi agli ambasciatori di Fausto Coppi nel mondo. La funzione religiosa si tiene nella chiesa vicino al Mausoleo che ospita le spoglie di Fausto e del fratello Serse; a seguire, consegna del premio “Welcome Castellania 2020” al giornalista sportivo belga Philippe Maertens, al giornalista e scrittore francese Salvatore Lombardo e all’imprenditore e grande appassionato di ciclismo Valentino Sciotti.

Su una delle pareti di Casa Coppi, vengono anche scoperte le prime mattonelle dedicate agli “Amici di Casa Coppi”. L’edificio con l’occasione diventa testimone del premio “Combattività alla donna”, un riconoscimento per il ciclismo femminile che viene arricchito da raccolte fondi destinate a importanti iniziative. La prima maglia sarà assegnata a Marina Coppi, figlia di Fausto.

Al Museo dei Campionissimi di Novi, dalle ore 16, taglio del nastro per la mostra “La Matta e l’Airone al Tour del ’52” dedicata all’Alfa Romeo Matta AR 52, ammiraglia che accompagnò la Nazionale e l’Airone in quel trionfale Giro di Francia. Oltre al mitico fuoristrada esposte una serie di fotografie e pannelli che ne raccontano la storia. “Fausto Coppi 100 anni dalla nascita, 60 anni dalla morte” è il titolo dell’incontro delle 17 a Tortona nella sala polifunzionale di via Milazzo. Filmati, colonne sonore e testimonianze di giornalisti sportivi introdurranno l’inaugurazione di un’altra rassegna di immagini.

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Piero Abrate

Giornalista professionista, è direttore responsabile di Piemonte Top News. In passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. E’ stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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